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ASSOCIAZIONE CASALESE ARTE E STORIA PARCO NATURALE E AREA ATTREZZATA
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CALLIANO

CALLIANO

 

Dial. Caliàn. Calianum, 792 [BSSS 28, doc. 3, p. 4].

Abitanti: 1070. Distanza da Casale Km 24 ‑ Altezza: m 258 s. m. Provincia di Asti.

Parrocchia SS. Nome di Maria. Non si conosce la data di erezione. Prima parrocchiale fu verosimilmente la chiesa di S. Pietro, citata dall’anno 886 [BSSS 28, doc. 19, p. 27]. Una basilica di S. Maria risulta nel 999 [BSSS 28, doc. 124, p. 239]. Vi erano in passato tre parrocchie: S. Pietro, S. Martino (presto unita a S. Pietro) e S. Felice; il 5/4/1569 furono unite le parrocchie di S. Pietro e di S. Felice [Milanese 1956, p. 21; Cavallo 2004]. Nella prima metà del sec. XVII divenne parrocchiale unica la nuova chiesa di S. Maria. Già nella diocesi di Asti, pieve di Grana, fu staccata con Montemagno nel 1474 per far parte della diocesi di Casale [Settia 1991a, p. 374 n. 89]; nel 1805 passò ancora alla diocesi di Asti e nel 1817 rientrò definitivamente in quella di Casale [Bosio 1894, pp. 134-41].

Chiesa parrocchiale, SS. Nome di Maria (Ss. Pietro Paolo e Felice): nella parte più alta del paese. Una prima chiesa venne fatta costruire dalla popolazione nel sec. XVI sui ruderi della cappella del castello (già Madonna delle Grazie) [AD 1969, p. 36]. L’edificio attuale fu iniziato sullo stesso sedime nel 1721 (capomastro Martino Donati), consacrato il giorno 1/11/1729 e terminato internamente nel 1731, ma con facciata incompiuta. Nuova consacrazione nel 1743. Il completamento della chiesa si deve al parroco Piergiorgio Scamuzzi. Nel 1766-67 fu demolito il campanile del 1644 e venne costruito quello attuale, molto più alto (progetto di Pietro Pozzi, capomastro Domenico Cragnola). La facciata fu terminata nel 1767, sulla base dell’idea del Donati, previa consulenza del Magnocavalli (capomastro ancora Cragnola). Nel 1786 vennero abbattuti due altari (di S. Giovanni Battista e di S. Felice) [Cavallo 2004]. Nel 1804 furono acquistati dalla Nazione gradinata e balaustrata di marmo del soppresso convento di S. Bernardino di Asti, opera dello scalpellino Secondo Casella su disegno dell’ing. Giovanni Maria Molino (1772), e un altare dalla chiesa di S. Martino di Asti (che però nella parrocchiale non risulta) [Castiglioni 2002, pp. 83, 111-12 n. 206; Di Majo 2010, p. 571]. Alla fine del sec. XIX risalgono la costruzione di due navate laterali (1880) [Cavallo 1998b, p. 26] e l’esecuzione degli affreschi sovrastanti il coro ligneo da parte di Andrea Marchisio (1891). Gli altari laterali furono trasformati: le tavolette dei Misteri del Rosario vennero inserite nell’intradosso dell’arco a tutto sesto che accoglie la pala nel nuovo altare marmoreo [Bava 2000a, p. 64]. I restauri finirono nel 1913 con l’inaugurazione dell’organo rinnovato [Cavallo 1998b, p. 30]. Dipinti di Luigi Morgari del 1934 [Grignolio 1998a]. Nel 1956 vennero rifuse due delle cinque campane (ditta Roberto Mazzola).

Facciata in mattoni a vista; sono ben riconoscibili le due fasi di costruzione per il diverso colore dei mattoni. Prospetto a due ordini, percorso da due coppie di colonne poggianti su un alto zoccolo; timpano spezzato; bel portone ligneo settecentesco; soprastante finestra mistilinea. Due strette ali laterali limitate al primo ordine, sono contenute da un grosso pilastro poligonale e raccordate al secondo ordine da volute. Il fregio del primo ordine reca un triglifo a gocce piramidali fittamente ripetuto [Mighetto 2007, p. 61]. L’entrata è preceduta da una breve scalinata. Sul fianco destro, vicino al tetto, è murata una lastra di arenaria proveniente dal distrutto castello, con iscrizione mal leggibile, con difficoltà trascritta da Niccolini e da Minoglio [Niccolini 1877, p. 241; Minoglio 1880, p. 86]. Il campanile si innalza al lato destro della chiesa. Interno a tre navate. L’altar maggiore, in marmi policromi, progettato da Bernardo Antonio Vittone e realizzato da Giacomo Pellagatta nel 1765 [Di Majo 2010, p. 489], regge un arcaicizzante Crocifisso ligneo processionale del sec. XV, intagliato e dipinto, proveniente dalla chiesa della confraternita di S. Michele [Cervini 2001b, p. 80; AD 2002, p. 105]. Coro ligneo iniziato nella prima metà del sec. XVIII, terminato nel 1758 da Francesco Accatino [Cavallo 2004]. I dipinti parietali dell'abside sono opera di Andrea Marchisio (1891). Al di sopra si aprono nove nicchie con statue di stucco raffiguranti Gesù Cristo e santi, realizzate nel 1753 da Baguti (forse Antonio Bagutti, attivo a Nizza M.to negli anni '60 [Rocco 2003, pp. 210-11]). Al vertice è posta una tela ritraente la Madonna col Bambino venerati da due santi (prima metà sec. XVII) [Palmieri 2012a, p. 151]. Balaustra marmorea del 1772.

Altari laterali, a destra: a) del Corpus Domini: tela del Moncalvo raffigurante la Crocifissione e Santi (1593) [Romano 1968, p. 76], restaurato nel 1980 (Nicola); b) del Suffragio: altare marmoreo realizzato dai Pellagatta (1764-65) per la compagnia del SS. Sacramento [Parola 1999, pp. 48-49; Di Majo 2010, pp. 489-90]; tela tardo-seicentesca rappresentante la Madonna col Bambino, i Ss. Pietro e Caterina d’Alessandria, e anime purganti. A sinistra: a) di S. Antonio: tela raffigurante S. Antonio da Padova col Bambino, opera tarda (1665) di Orsola Caccia [Chiodo 2003, p. 77]; b) del Rosario: tela del Moncalvo raffigurante la Madonna del Rosario con quindici tavolette lignee dei Misteri, restaurate nel 2000 (Anna Rosa Nicola) [Bava 2000a, p. 64]. All’inizio della navata è posto il battistero marmoreo realizzato nel 1772 da Francesco Bottinelli; nello stesso anno Giovanni Andrea Allemano intagliò e indorò lo sportello ligneo [Cavallo 2004]; la cancellata in ferro battuto è del 1754.

Il pulpito intarsiato (sec. XVII) è anteriore alla chiesa; i tre confessionali sono della stessa epoca. La Via Crucis risale al 1760 [AD 1991, p. 100]. Una statua lignea ricorda il passaggio di don Giovanni Bosco durante la passeggiate autunnali del 1862 [Deambrogio 1975, pp. 293-304]. Bussola e orchestra sono opera di Francesco Accatino, gli intagli dell’orchestra di Francesco Maria Bonzanigo (1753-54). L’organo antico era di Liborio Grisante (1753-54); dopo un ampliamento del 1782 (Antonio Scopello) [Cavallo 1998a, pp. 34-35, 37] e vari restauri, nel 1913 fu inaugurato il nuovo organo di 992 canne ricostruito da Giuseppe Gandini, che conservò la splendida cassa del Bonzanigo (restaurata dalla ditta Traffano e Stura) [Cavallo 1998b, pp. 22-24, 26-29].

Una tela di Pier Francesco Guala del 1755 (Madonna Addolorata con S. Francesco di Sales) preparata per la parrocchiale in sostituzione del quadro di S. Antonio di Orsola Caccia, non fu mai esposta [Cavallo 2004]. Non è più presente una statua lignea della Madonna del Rosario scolpita nel 1795 da Domenico Varallo e indorata da Simone Genova (= Ganora?) [Parola 1999, p. 47].

Ss. Pietro e Paolo: in un piccolo prato nell’abitato, a fianco della provinciale per Grana; l’abside è prossima al muro di recinzione di un’abitazione. Citata nell’anno 886 [BSSS 28, doc. 19, p. 27]; nel 1003 dipendeva dalla pieve di Grana [BSSS 28, doc. 130, p. 250]. Antica parrocchiale. Nel 1568 aveva tre navate. Nel 1665 si celebrava solo nel giorno di S. Pietro. Il pavimento originale doveva essere almeno un metro più basso; il piano si è rialzato in seguito a frana alluvionale. Il tetto fu rifatto nel 1760. Restauri nel 1985 (recupero e strappo di un frammento di affresco databile al terzo decennio del sec. XIV con angelo annunciante al lato destro dell’arco trionfale sull’estradosso della volta, ora collocato nella canonica della parrocchiale) [Bordone 1984a, pp. 59-62; Ragusa 1997, p. 40; Cavallo 2004]. Si celebra la messa nel giorno del santo.

Aula rettangolare (ca. m 7 x 5.5), corrispondente ad una parte dell’antica navata centrale; sulle pareti laterali sono intuibili archi tamponati; abside semicircolare. Facciata a capanna di fine XIX - inizio XX secolo, con file orizzontali di blocchi squadrati di arenaria alternati a corsi di mattoni di uguale spessore. L’architrave della porta è sormontato da un blocco di arenaria semicircolare, su cui è incisa la titolazione ai Ss. Pietro e Paolo. Ai lati della porta si aprono due strette finestre; sopra la porta c’è un rosone in mattoni che circonda un cerchio di arenaria su cui cinque incisioni circolari formano una croce. Coronamento ad archetti pensili rampanti. I due fianchi della chiesa sono intonacati. L’abside è l’unico elemento antico (sec. XII); in blocchi di pietra, tranne la parte basale in mattoni; è divisa in tre campiture da due esili semicolonne; vi sono due monofore a doppia strombatura con riseghe e arco a tutto sesto monolitico. A coronamento corre una fascia di archetti pensili monolitici, poggianti su mensoline, di cui una porta scolpito un volto umano. Sopra gli archetti vi è un sottile filare a denti di sega; in una parte della cimasa un motivo a damier; la porzione più alta è costituita da quattro filari di mattoni. Sul fianco destro è presente un orologio solare ad ora canonica privo di gnomone, graffito su un concio di arenaria. All’interno sull’altare è collocata una grande tela a olio mal conservata raffigurante la Madonna Assunta tra angeli coi Ss. Pietro e Paolo (seconda metà del sec. XVIII) ) [Bordone 1984a, pp. 59-62; Mesturini 2008, p. 16].

S. Michele Arcangelo: situata a poca distanza dalla parrocchiale. Già esistente nel 1597, fu restaurata e rimaneggiata più volte dalla confraternita omonima. Forse da questa chiesa proveniva un organo Grisante del 1754, trasferito nel sec. XIX alla parrocchiale di Penango; nel 1833 era descritto un organo a cilindri [Cavallo 1998b, p. 22; Cavallo 2002a, p. 20]. Si celebra nel giorno del santo.

Al piccolo sagrato si giunge con una breve scalinata in pietra, interrotta da una cancellata di ferro lavorato. Facciata scandita da due lesene che sostengono trabeazione e frontone. Conserva un bel portone ligneo finemente intagliato (sec. XVIII), sopra cui si apre una finestra arcuata. Sul lato orientale si affianca un piccolo porticato in muratura. Esile campanile a base quadrata sul prospetto absidale. All’interno si trova un modesto altare in muratura intonacato e dipinto, dalle forme alquanto stilizzate e geometriche [Bravo 2002, pp. 189-91], e un interessante Crocifisso ligneo quattrocentesco, che, liberato dalle ridipinture, potrebbe forse recuperare forme e cromie originali [Ragusa 2002, p. 83].

Annunziata: ex chiesa, al centro del paese. Risale al sec. XV, con ampliamenti nei secoli successivi. Nel sec. XVIII in sacrestia vi era un altare in muratura sormontato da una ricca cornice di stucco contenente un quadro datato 1731 [Caramellino 1999, p. 224]. Da metà sec. XIX la chiesa era dotata di un piccolo organo. Nel 1907 l’edificio era deteriorato e vi si celebrava messa solo in occasione della festa titolare [Cavallo 1998b, p. 27]. Da tempo sconsacrata, venne acquistata dal comune nel 2001. Un importante restauro è stato completato nel 2005; l'edificio è ora utilizzato come salone comunale.

Bella costruzione ad aula unica comprendente tre vani in successione: il grande vano chiesa (sec. XV: vedi i contrafforti sul fianco destro e le finestre ogivali tamponate), il coro e la sacrestia (ambienti aggiunti nel secondo decennio del sec. XVIII). Facciata monumentale a doppio ordine di lesene con nicchie al piano superiore. Un mattone nel secondo contrafforte del fianco destro ha una scritta graffita: «1726 si e a guera». Copertura con volte a crociera nelle prime due campate corrispondenti alla struttura quattrocentesca, volta a botte con sesto ribassato per la rimanente parte. La sacrestia è coperta da volta a crociera con medaglione centrale in stucco entro cui è affrescata   una colomba [Caramellino 1999, p. 224]. Sono in attesa di essere ricollocati due dipinti seicenteschi: Madonna col Bambino e i Ss. Giovannino e Francesco e Annunciazione  (ritirati nel 1954, perché a rischio, dalla soprintendente Noemi Gabrielli). Due statue lignee di intagliatore piemontese della prima metà del sec. XVI, raffiguranti S. Pietro e S. Paolo sono state collocate dal 1966 nel museo di Casale [Spantigati 1995, p. 155; Ragusa 2002, p. 83].

S. Rocco, all’estremo sud del paese. Già esistente nel 1556. Nel 1770 minacciava di crollare e fu restaurata [Cavallo 2004]. Da tempo in stato di semiabbandono, di recente è stata nuovamente restaurata [1].

S. Felice martire: poco fuori dell’abitato sulla strada per Grana, in posizione panoramica al culmine di una collinetta. La festa del 14 gennaio depone per S. Felice da Nola, confessore e martire del III-IV secolo. La chiesa venne citata nel 1296 [Cotto 1986, doc. 281, p. 454]. Fu a lungo la seconda parrocchia di Calliano, fino al 1564, quando venne unita a S. Pietro [Milanese 1956, p. 21]. Nel 1759 fu ripreso il tetto; riparazioni varie nel 1771 [Cavallo 2004]. E’ diroccata, senza tetto; pareti in mattoni con intonaci in gran parte staccati.

S. Defendente: a circa 600 metri dal centro del paese, in direzione nord-est. Citata nel 1556 come dipendente dalla chiesa di S. Pietro. E’ un’edicola in grave stato di deterioramento.

Natività di Maria Vergine: sconsacrata, ridotta a uso profano. Recentemente è stato rifatto il tetto a spese della parrocchia [1].

Beata Vergine della Neve: a nord del concentrico, presso la strada per Moncalvo. Nel 1556 dipendeva dalla chiesa di S. Pietro. Nel 1595 fu rifatto il tetto. Nel 1702 venne acquistata una nuova pala d’altare [Cavallo 2004]. Ha un piccolo portico antistante. E’ diroccata.

Madonna di Caravaggio: chiesa di recente costruzione; fu consacrata nel 1917 da mons. Maggiorino Maggiora. Restauro in corso nel 2005. Si celebra all’inizio e alla fine del mese di maggio, nel giorno della festa ed in poche altre occasioni.

S. Anna: in località Perrona (dial. Prùn-a. Perona, 1232 [BSSS 37, doc. 367, p. 322]). Risale al sec. XVI. Nel 2009 si sono completati restauri che hanno riguardato le pitture delle pareti interne, il sagrato e la facciata, per la quale si è provvisto al rifacimento dell'intonaco, alla posa di uno zoccolo di pietra di Luserna e alla tinteggiatura. Si celebra ogni domenica. Facciata intonacata, confinante sul lato sinistro con un’abitazione; fianco destro e campanile in mattoni a vista. Bella tela seicentesca con l’Adorazione dei Magi, recentemente restaurata [Ragusa 2002, p. 83].


1 Comunicazione di Francesco Dona (2009).