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OLIVOLA

OLIVOLA

 

Dial. Aulìula. Olivola, 1299 [ARMO, p. 37].
Già comune autonomo, nel 1928 fu aggregato come frazione a Frassinello e il comune prese nome di Frassinello-Olivola. Riacquistò l'autonomia comunale nel 1950 [R.D. n. 976, 15/4/1928; Legge n. 16, 5/1/1950].

Abitanti: 135. Distanza da Casale Km 14,5 ‑ Altezza: m 280 s. m. Provincia di Alessandria.

Parrocchia di S. Pietro Apostolo. Eretta ab immemorabili. Dalla diocesi di Vercelli passò alla nuova diocesi di Casale fin dal 1474 [De Bono 1986, p. 34].

Chiesa parrocchiale, S. Pietro: sulla piazza omonima al centro del paese. Costruzione in stile moderno a capanna, progettata dell’ing. Crescentino Caselli nel 1896; la fabbrica fu presto interrotta e venne completata, senza campanile, solo nel 1938 [AD 1969, p. 67; Miano 1978, p. 324; Raiteri 2003] dal rettore don Lazzaro Frascarolo [AD 2002, p. 166]. Nel 1956 venne realizzato un altare dedicato alla Vergine, su disegno di Angelo Verri. In seguito ad un lascito testamentario del 1970 dei coniugi Maria ed Evasio Pugno, il campanile fu fatto realizzare dal comune nel 1987 (progetto dell’ing. Cesare Durando), con cella campanaria coperta da un tettuccio a larghe falde, sorretto da una struttura metallica. Nel 2003, ritrovati i disegni del progetto iniziale, col sostegno finanziario della fondazione Pugno il campanile è stato ripristinato secondo l’idea originale del Caselli (arch. Ezio Rossi, ditta Sassone) [Raiteri 2003].

Semplici prospetti in muratura a vista; unici elementi decorativi esterni si trovano nelle mensole del cornicione e nei timpani che terminano l’alzato [Rollino 1985, vol. 2°, p. 14]. L’interno prende luce da vetrate tonde dipinte (Fausto Manzoni, 1938). Risaltano quattro colonne rivestite di travertino arabescato rosso, una bella Crocifissione sul fondo e un pregevole lampadario di bronzo dorato, dono di Evasio Pugno [Grignolio 1980, p. 111], e agli altari laterali dipinti moderni (trittico di Maria Consolata, di Andrea Pistarino, 1954-55), decorazioni in terracotta e a mosaico (S. Antonio abate, di Riccardo Chicco). Sul retro dell'altar maggiore un'iscrizione ricorda don Vincenzo Cerrina, parroco di Olivola dal 1895 al 1936.

Ss. Pietro e Paolo: su una piccola altura, al bordo meridionale del paese. Una chiesa di Olivola è citata negli elenchi della pieve di Rosignano senza titolo nel 1299, col titolo di S. Pietro nel 1348 e nel 1359 [ARMO, pp. 37, 110; Cognasso 1929, p. 225]. Fu la prima parrocchiale fino al sec. XVI; venne ridotta a cappella per la confraternita dei Disciplinanti da mons. Carlo Montiglio (1584) [Ferraris 1997, p. 179]. È stata ceduta al comune, che si è fatto carico di un lungo restauro terminato nel 2002.

Edificio orientato (l'asse principale è inclinato verso sud di 22°). Della costruzione primitiva si conserva solo la parte inferiore del campanile (sec. XII), in conci di pietra da cantoni grigia locale ben squadrati e legati da sottili letti di malta, mentre la cella campanaria è probabilmente coeva alla più recente cappella adiacente. Il campanile è di pianta rettangolare; il fianco orientale ha un piccolo portale d'accesso tamponato e rialzato di cm 42 rispetto all'attuale piano di calpestio; all'apertura d'ingresso si sovrappongono un architrave e una lunetta cieca (simile a quella del portale di accesso interno al campanile della chiesa di S. Giorgio e Madonna delle Grazie di Casorzo); inoltre su questo fianco manca la decorazione ad archetti e la cornice a denti di sega che sugli altri lati segna il passaggio dal primo al secondo livello del campanile: è stato ipotizzato che la porta costituisse originariamente l'entrata al campanile dall'interno della chiesa, e che questa quindi fosse inizialmente orientata perpendicolarmente rispetto all'asse dell'edificio attuale [Vescovi 2007, p. 343]. I lati nord e ovest del campanile recano specchiature fino a circa metà altezza, limitate da paraste angolari e con una stretta lesena al centro, coronate da due coppie di archetti pensili poggianti su mensoline e sul semplice capitello della lesena; al di sopra vi è una fascia a denti di sega; la decorazione ad archetti è visibile anche dall’interno della chiesa, sul lato meridionale del campanile addossato all’aula. Tale apparato decorativo con specchiature, archetti e dentellatura è simile a quello del campanile di S. Vittore di Montemagno (dove però manca la lesena centrale), datato da Kingsley Porter al 1145 [Porter 1917, vol. III, p. 67]. Per l'articolazione delle superfici del campanile, le proporzioni e la partitura muraria è stata indicata una datazione tra la metà e il terzo quarto del sec. XII [Vescovi 2012, p. 207]. L’edificio addossato al campanile, ad aula rettangolare con abside semipoligonale, apparentemente di struttura settecentesca, presenta all’esterno alcuni graffiti su arenaria, uno dei quali riporta la data «1633».

S. Maria delle Grazie: sulla stessa piazzetta della parrocchiale. Ex chiesa trasformata negli ultimi anni in sala-auditorium. Prima del 1577 subentrò come parrocchiale a S. Pietro; nel 1584 (visita apostolica Montiglio) era di costruzione recente [1]. Era ancora parrocchiale agli inizio del sec. XVIII [Saletta 1711, vol. I, parte III, c. 369r].

Edificio realizzato in muratura mista di mattoni e conci di pietra da cantoni. Facciata a capanna, caratterizzata da due contrafforti d’angolo e da un semplice oculo centrale. Il campanile ha un’unica campanella (che ricorda le precedenti campane rubate) [Monferrato 2000, p. 142]. L’interno è spoglio; sulle pareti si conserva qualche testina d’angelo in stucco.

S. Sebastiano: presso la Villa Riccardi Candiani. Già cappella gentilizia, citata nel sec. XVI, giunta in pessimo stato col tetto crollato nei primi anni del 2000, quando venne restaurata, divenendo sala d’ingresso di un ristorante. Una lapide funeraria con lo stemma dei Curione e dei Guazzo, datata 1780, ricorda vari personaggi tra cui Stefano Guazzo [Angelino 1993].


1 Comunicazione di Mario Cravino (2005).