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ASSOCIAZIONE CASALESE ARTE E STORIA PARCO NATURALE E AREA ATTREZZATA
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BOZZOLE

BOZZOLE

 

Dial. Bossli. Bozolum (?), 1149 [BSSS 70, doc. 141, p. 175]; Bozzola, 1393 [Ricaldone 1980, p. 73].

Abitanti: 331. Distanza da Casale Km 15 ‑ Altezza: m 94 s. m. Provincia di Alessandria.

Parrocchia Visitazione di Maria Vergine. Appartenne alla diocesi di Pavia fino al 1805, alla diocesi di Alessandria fino al 1806, anno in cui passò alla diocesi di Casale [Canestri 1835, pp. 8-9; Settia 1991a, p. 373].

Chiesa parrocchiale, Visitazione di Maria Vergine: al centro del paese. La chiesa antica (del 1559) dedicata anche a S. Dorotea, nel 1565 era ancora priva di volta; pur in assenza di sepolcri nel suo interno si effettuavano sepolture. Fu distrutta da un'inondazione del Po il 9/5/1684. Aveva tre altari: il maggiore, quello di S. Dorotea e quello della Madonna del Rosario. Sulla facciata c'era la scritta: «In misera valle ed infida sponda, salva me Regina casta feconda» [Rota 1938, p. 10; Toscani 2003b, p. 75]. Nei 42 anni successivi i parroci officiarono nella chiesetta della Natività della Vergine, della confraternita dei Disciplinanti. La costruzione della chiesa attuale fu effettuata dal 1719 al 1727, su disegno del march. Carlo Gozzani [Varvello 1927, p. 6]; nel 1742 l’edificio venne prolungato alle dimensioni odierne. Il campanile fu rialzato di 6 metri nel 1776. Nel 1796 il pittore Francesco Ceronetti decorò l'interno. L’organo fu offerto nel 1866 dai marchesi dalla Valle di Pomaro, che nel 1888 fornirono anche tre campane, poi aumentate a cinque (1905) [Varvello 1927, pp. 9-10; Di Majo 2010, p. 354]. Nel 1944 si restaurò la facciata e la chiesa fu elevata a Santuario [Cassano 2007, pp. 13, 37]. Negli anni ’80 del sec. XX sono state restaurate le decorazioni e le vetrate ed è stata rinnovata la Via Crucis [AD 1991, p. 95] ad opera di artigiani di Ortisei.

Esterno in mattoni a vista. Facciata neoclassica, ad un ordine; quattro lesene con capitelli ionici sorreggono trabeazione e timpano. Il bel portone ligneo intagliato è sormontato da una lunetta con rilievo raffigurante la Madonna col Bambino; ai lati, entro nicchie, sono poste due statue rappresentanti la Fede e la Speranza. Al corpo centrale sono affiancate due piccole ali con tetto spiovente, che hanno portoncini intagliati di inizio sec. XVIII e due finestrelle; di fianco al portoncino di destra, su una piccola targa, è indicato il livello di quasi 3 metri raggiunto dall’acqua nell’inondazione del 22/10/1857 [Grignolio 1994, pp. 17-18]. Alla sinistra dell'abside si alza il campanile, a base rettangolare; la cella campanaria ha un concerto di cinque campane. 

Interno ad aula unica con presbiterio ed abside; lateralmente si aprono varie cappelle intercomunicanti che costituiscono una sorta di doppia navatella laterale. Presbiterio e abside presentano ampi dipinti murali di Giulio Cesare Mussi (1956). L’altare maggiore marmoreo del 1814 è ornato di un medaglione scolpito a rilievo raffigurante la Visita di Maria a Elisabetta e i Ss. Giuseppe e Gioachino, opera dei fratelli Davide e Angelo Maria Argenti [Niccolini 1877, p. 67; Cassano 2007, p. 15]. Coro ligneo realizzato nel 1949 da Nelson Melgara. Su lato sinistro del presbiterio, la sede della presidenza è stata ricavata dal vecchio pulpito ligneo [Cassano 2007, p. 34]. Preziosa balaustrata in marmi policromi costruita nel 1766 da Antonio Pellagatta sull'esempio di quella della SS. Trinità di Casale [Varvello 1927, p. 8; Di Majo 2010, p. 361].

Cappelle laterali a destra: a) S. Rita; b) Sacro Cuore; c) S. Dorotea, con elegante altare marmoreo realizzato nel 1780 da Michele Sartorelli [Varvello 1927, p. 8] e statua lignea dorata di S. Dorotea nella nicchia centrale; in capo al corridoietto di destra si trova una piccola e buia cappella dedicata a S. Giovanni Bosco, in cui, oltre al ritratto del santo, è posta una tela raffigurante l’Addolorata coi Ss. Giovanni Evangelista e Rocco, restaurata nel 1977, possibile copia dal Guala di pittore lombardo-piemontese, già nella chiesa della Natività della Vergine [Carità 1949, p. 119; Spantigati 1978, p. 142]. A sinistra poco dopo l'ingresso, entro una nicchia è posta una recente statua di S. Antonio da Padova; seguono due altari: a) Madonna di Lourdes, inaugurato il 10/5/1936 dalla marchesa Paola dalla Valle, con statua della Madonna; alle pareti laterali sono collocati due rilievi di marmo di Ezio Assandro [Rota 1938, pp. 34-36]; b) Madonna del Rosario, altare marmoreo di Michele Sartorelli (1780) analogo a quello di S. Dorotea (situato di fronte), con statua lignea settecentesca della Madonna del Rosario nella nicchia centrale. L’organo di Alessandro Collino (1866), restaurato nel 2007 (Fabio Stocco), è sistemato sulla tribuna di controfacciata, sopra la bussola realizzata da Giuseppe Scaglia (1862) [Cassano 2007, pp. 37-38].

Natività della Vergine: in via Vittorio Emanuele, a poco più di 100 metri dalla parrocchiale. Già della confraternita omonima dei Disciplinanti [AD 1974, p. 64]. Dal 1684 al 1726 fu utilizzata come parrocchiale. Nel 1987 la chiesa fu ceduta dalla parrochia al comune [Ubertazzi 2015, p. 31].
E' un edificio ad aula rettangolare stretta e allungata. Il semplice prospetto è limitato da due lesene che reggono la trabeazione e un frontone triangolare. Il campanile si eleva dal bordo destro della facciata.

Ex chiesa, nel vicolo della Chiesetta, al numero civico 13: edificio tardo barocco, con facciata mossa, limitata da due coppie di paraste su due ordini; muratura in mattoni, in parte ancora intonacata. E' sconsacrata e adibita a uso civile. Nel 1783 la cappella apparteneva a don Giovanni Crema [Ubertazzi 2015, pp. 16 e 18, n. 851].

Madonna Immacolata dell’Argine: monumento alto 7 metri; già cappelletta costruita utilizzando i resti della parrocchiale distrutta nell’alluvione del 1684, presso l’argine nel punto in cui le acque cominciarono a defluire. La cappelletta resistette all’alluvione dell'ottobre 1857, ma crollò nella primavera successiva; al suo posto venne eretta una statua di marmo di Carrara della Madonna Immacolata su piedistallo, realizzata dallo scultore Pessina di Milano e dall'impresa Varni di Genova (agosto 1858) [Rota 1938, pp. 17, 22].